È l’estate del 2006. Quattro amici trentenni, lasciati a casa mezzi a motore, famiglie e altri fardelli, sono in cammino lungo il tratto alpino dell’antica Via Francigena: mille miglia che, ricalcando le tracce dei viandanti medievali, uniscono Canterbury a Roma. Così, lungo i sentieri che dal lago Lemano salgono verso il valico del Gran San Bernardo, da secoli l’ingresso in Italia per viaggiatori, condottieri e pellegrini, il ritmo dei passi consente a ciascuno di fare ordine nella mente e di trovare le parole per raccontarsi agli altri: c’è Galerio, il fotografo che ha visto fallire il sogno di aprire una libreria e ne sta ancora pagando i debiti; c’è Leo, un piccolo imprenditore che teme la concorrenza cinese ben più dei metri di dislivello che lo attendono; e, ancora, Elvio, giovane precario che deve misurare i propri sogni con i guadagni magri e incerti; infine il narratore, l’anima del gruppo, che ha lasciato a casa tre figli piccoli e sa che per salire è meglio risparmiare il fiato...
In questo nuovo romanzo Enrico Brizzi costruisce un grande noir che fonde l’appassionante cronaca di un viaggio on the road con il timbro più originale della sua voce di narratore: chi ha amato il vecchio Alex di Jack Frusciante e i ventenni arrabbiati e ribelli di Bastogne e di Tre ragazzi immaginari li troverà qui cresciuti, maturati, alle prese con un personaggio drammatico e paradossale, pronti a camminare con le loro gambe attraverso le grandi domande, i pregiudizi e le speranze del nuovo Millennio.
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