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Sono bolognese, figlio di bolognesi, e mi ritengo fortunato di essere nato e di vivere a Bologna.


Me ne sono reso conto solo quando sono cresciuto. Bologna ha un'atmosfera tollerante, è attiva culturalmente, è vivace perché è una città di studenti.
Non ho paura di cadere nei luoghi comuni: per me Bologna è una città a misura d'uomo. Ci trovi tutti i dischi e i film appena escono come a Milano o a Roma, ma senza perdere tempo nel traffico della città, perché male che ti vada, trovando tutti i semafori rossi, ad attraversarla ci metti 25 minuti.


{BIOGRAFIA}




Bologna: le due torri


BOLOGNA

Mi piace salire sulla torre degli asinelli da dove si vede Bologna come una grande città estesa, che comprende Reggio, Modena, tutta la Romagna e le propaggini della Riviera.

 
Il mio non vuole essere un discorso campanilistico: è che io odio il provincialismo italiano di chi si piange addosso perché pensa che se fosse nato a New York
sarebbe stato diverso.

Sono d'accordo con Tondelli, che scrisse che in un certo senso la provincia è una terra molto più fertile della grande città, dove la metà delle energie si perdono nell'attrito degli spostamenti.

{L'ALTRO NOME DEL ROCK}


La tessera della curva del Bologna
 
Bologna è provinciale e mi piace.
Io le devo molto e trovo giusto ambientarci delle storie
Bologna è sospesa tra la pianura più grande del paese e l'Appennino.
Ha un'anima bucolica che molti ignorano e che per me è motivo di sopravvivenza. Io passo tantissimo tempo sui colli intorno a Bologna, soprattutto d'estate...


{BIBLIOGRAFIA}


Il Nettuno di piazza Maggiore